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Funnel marketing nel 2025: dal “vecchio imbuto” al presidio dei micro-momenti

Funnel Marketing 2025
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Il funnel marketing non è morto: è cambiato. Sulla carta resta lineare, nella realtà segue il comportamento umano — disordinato, ciclico, influenzato da mille stimoli. Per funzionare oggi, il funnel marketing va riscritto intorno a tre verità: l’effetto “messy middle” descritto da Google, l’impatto delle AI Overview che comprimono valutazione e confronto direttamente in SERP, e il ruolo dei social come moltiplicatori di segnali. L’obiettivo non è più spingere le persone lungo un imbuto, ma essere la risposta più affidabile in ogni micro-momento del viaggio.

Cos’è (davvero) un funnel oggi

Resta una mappa del percorso che porta dall’incontro con il brand alla conversione (acquisto, trial, iscrizione). A differenza di ieri:

  • le fasi non sono gerarchiche e unidirezionali;
  • convivono canali diversi (search, social, video, AI results, newsletter);
  • i segnali di fiducia (recensioni, citazioni, branded search) pesano quanto le leve di performance.

Attenzione alle etichette:

  • Funnel di marketing: strategia completa, dall’awareness alla loyalty.
  • Funnel di vendita: tratto finale che trasforma prospect qualificati in clienti.
  • Funnel di conversione: ottimizzazione del passaggio critico (landing, checkout, form).

Dalle origini (AIDA) a TOFU/MOFU/BOFU

Il modello AIDA (Attenzione–Interesse–Desiderio–Azione) ha ispirato le versioni operative:

  • TOFU (consapevolezza): guide, how-to, short video, primi contatti.
  • MOFU (valutazione): comparazioni, checklist, case study, demo.
  • BOFU (decisione): trial, pagine prodotto, pricing trasparente, recensioni.

Questa griglia resta utile, ma va letta attraverso il comportamento reale, non come sequenza obbligata.

Il “messy middle”: come si decide davvero

Tra stimolo e acquisto le persone oscillano in un loop esplorazione ↔ valutazione:

  • Esplorazione: ampliano opzioni e categorie (“miglior frullatore per smoothie”).
  • Valutazione: restringono scelte con confronti, recensioni, prezzi (“A vs B”, “opinioni X”).

A sbloccare la decisione intervengono bias cognitivi sani che puoi orchestrare:

  • Riprova sociale (review, UGC, numeri verificabili).
  • Autorità (fonti esperte, citazioni autorevoli).
  • Scarsità autentica (stock/slots limitati, non urgenza finta).

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Presidia i micro-momenti: cosa pubblicare, dove e perché

1) Awareness — farsi trovare (senza vendere)

  • Contenuti: guide sintetiche, how-to, video brevi, infografiche.
  • SEO & distribuzione: cluster informativi, domande PAA, short video su YouTube/TikTok, newsletter editoriali.
  • KPI: share of voice non-branded, impression/CTR snippet, presenza in PAA/AI Overview.

Errori da evitare: enciclopedismi senza esempi, pezzi duplicati/cannibalizzati.

2) Interesse — nutrire e qualificare

  • Contenuti: comparazioni oneste, checklist, template, webinar Q&A, demo video.
  • Percorsi: internal linking che porta dalle guide ai “come funziona”.
  • Prove: dati, screenshot, mini-case.
  • KPI: tempo di lettura reale, scroll depth, ritorni entro 7–14 gg, micro-conversioni (download/registrazioni).

Errori: gated content troppo presto, PDF senza anteprima, promesse “definitive” non dimostrate.

3) Decisione — rimuovere attriti

  • Elementi chiave: recensioni recenti e verificabili, pricing chiaro, FAQ di frizione, comparazioni “noi vs alternative”.
  • UX: CTA unica e visibile, form essenziali, pagamento sicuro/rapido, mobile first.
  • KPI: add-to-cart/start-checkout, tasso completamento per step, AOV/UPT, performance keyword BOFU (“prezzo”, “opinioni”, “vs”).

Errori: costi nascosti, CTA in conflitto, performance scarse su mobile.

4) Azione, retention e advocacy — dove si crea valore

  • Onboarding: tutorial, checklist 7 giorni, “aha moment” guidato (per SaaS).
  • Ciclo di vita: contenuti avanzati, upsell/cross-sell pertinenti, community.
  • Social proof: incentivi a recensioni/UGC, programmi fedeltà.
  • KPI: LTV, repeat purchase rate, churn/NPS, crescita branded search e traffico diretto.

Tipologie di funnel: applicazioni pratiche

  • SaaS: annuncio/SEO → landing argomentata → trial/demo → onboarding breve → upgrade.
    Leve vincenti: obiezioni risolte in pagina, video esplicativi, form “leggeri”, tempo-al-valore minimo.
  • Lead generation B2B/servizi: lead magnet utile → webinar con Q&A → nurturing segmentato → call/demo.
    Leve: problema “urgente ma risolvibile”, follow-up a sequenza, case studio verticali.
  • Content/SEO hub: pillar + cluster → comparazioni/FAQ → blocchi “Perché [brand] per [problema]”.
    Leve: copertura dell’intento, formati multipli (testo/video), collegamenti interni che “spingono” i passaggi.
  • Ecommerce: ispirazione → guide d’acquisto → pagine categoria/prodotto ricche → checkout senza sorprese → post-acquisto.
    Leve: tabelle confronto, video unboxing, review fresche, FAQ logistiche (resi, tempi, taglie).

Strumenti & metodi (in sintesi)

  • CRM/automazione: HubSpot, ActiveCampaign per storico contatti e nurturing per fase.
  • Landing & test: Unbounce/Instapage, A/B testing su titoli, CTA, layout, pricing display.
  • Analisi & SEO: ricerca intent per TOFU/MOFU/BOFU, monitoraggio share of voice, keyword comparative, branded search.
  • Misurazione: eventi GA4, tracciamento micro-conversioni, coerenza tra KPI per fase e report cadenzati.

Misurare un funnel non lineare

  • Awareness: quota visibilità non-branded, feature SERP, volatilità topic.
  • Interesse: profondità fruizione, ritorni ravvicinati, lead “soft”.
  • Decisione: conversione per pagina e per step, AOV/ROI/ROAS, keyword BOFU.
  • Retention/advocacy: LTV, riacquisto, NPS, crescita ricerche brand.

Ciclo operativo: osserva → ipotizza → testa → implementa → rimisura. Mantieni un backlog di test con metrica primaria e soglia minima di miglioramento.

AI Overview & multicanalità: cosa cambia

Le risposte AI selezionano poche fonti affidabili: per entrare in lista devi essere riconosciuto come entità autorevole (contenuti utili, segnali di brand, prove sociali). La valutazione si sposta “a monte” del tuo sito: presidia snippet, PAA, video brevi e comparazioni; cura identità e reputazione su ogni canale.

Il brand come “vero funnel”

La scorciatoia che aggira il messy middle è la fiducia. Se l’utente cerca direttamente il tuo nome, ha già deciso che sei nella short list (o l’unica scelta). Per questo, costruire branded search e reputazione coerente è l’asset che moltiplica l’efficacia di ogni funnel.


FAQ lampo

  • Che cos’è il funnel? Una mappa che organizza contenuti, canali e KPI dal primo contatto alla conversione (e oltre).
  • Servono ancora TOFU/MOFU/BOFU? Sì, come cornice operativa — letta alla luce del messy middle.
  • Cos’è il messy middle? Il loop continuo esplorazione↔valutazione, influenzato da social proof, autorità, scarsità.
  • Come si misura oggi? KPI per fase + branded search + quota SERP/AI Overview + retention/LTV.
  • Perché il brand è centrale? Riduce incertezza, abbrevia la decisione, alza i tassi di conversione e la redditività.

Approfondimenti

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