Il tasso di conversione: la metrica che dice se il tuo marketing funziona davvero
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Portare persone sul sito è facile (o almeno, più facile di un tempo).
La vera sfida è un’altra: quanti di quei visitatori fanno davvero quello che ti serve?
Comprano, ti scrivono, si iscrivono, scaricano, prenotano?
Questa distanza tra visite e risultati è esattamente ciò che misura il tasso di conversione – ed è qui che si gioca la differenza tra un sito che “fa traffico” e un sito che genera fatturato, lead e opportunità reali.
In questo articolo vediamo:
- che cos’è il tasso di conversione (conversion rate)
- come si calcola, con esempi pratici
- perché è un KPI così importante per il business
- quali leve usare per migliorarlo in ottica CRO (Conversion Rate Optimization)
Che cos’è il tasso di conversione
Una conversione è ogni azione utile che un utente compie rispetto ai tuoi obiettivi:
- acquisto di un prodotto
- invio di un form contatti o richiesta preventivo
- iscrizione alla newsletter
- prenotazione di una consulenza o di un appuntamento
- download di un PDF, e-book, catalogo
- registrazione di un account o di una prova gratuita
- clic su una specifica call to action strategica
Il tasso di conversione (o conversion rate) è la percentuale di persone che, dopo aver visto il tuo sito o la tua pagina, compiono quell’azione.
In formula:
Tasso di conversione = (Numero di conversioni / Numero di visitatori o sessioni) × 100
Esempio semplice:
- 10.000 visitatori al mese
- 300 ordini completati
→ Tasso di conversione e-commerce = (300 / 10.000) × 100 = 3%
In pratica: su 100 persone che entrano nel tuo “negozio online”, 3 escono avendo comprato.
Conversioni macro e micro: non tutte valgono allo stesso modo
Non tutte le azioni hanno lo stesso peso. Per leggere bene il tasso di conversione è utile distinguere tra:
Macro-conversioni
Sono gli obiettivi principali, quelli che impattano direttamente su fatturato e KPI di business:
- acquisto completato (e-commerce)
- richiesta di preventivo / demo (B2B)
- attivazione di abbonamento o piano a pagamento (SaaS)
- prenotazione di un servizio
Micro-conversioni
Sono passi intermedi, segnali di interesse che preparano la macro-conversione:
- aggiunta al carrello o ai preferiti
- inizio di compilazione di un form
- iscrizione alla newsletter
- download di una risorsa gratuita
- clic su una CTA importante
- visualizzazione di una specifica pagina chiave (es. listino, testimonianze, FAQ)
Monitorare entrambe è fondamentale:
- le macro ti dicono se il business gira
- le micro ti mostrano dove si rompe il funnel (carrelli abbandonati, form non completati, pagine che non convincono).
Perché il tasso di conversione è un KPI critico
Aumentare il traffico non basta più: se le persone arrivano ma non fanno nulla, stai solo pagando (in tempo o in budget) visite vuote.
Il tasso di conversione è centrale perché:
- collega il marketing al risultato economico
- ti dice se il sito “funziona” dal punto di vista dell’utente
- influenza direttamente:
- CAC (Costo di Acquisizione Cliente)
- ROI delle campagne (SEO, Ads, email, social)
- margini e sostenibilità del business
Esempio:
- 10.000 clic da Google Ads / mese, costo 0,50€ → 5.000€ di spesa
- Tasso di conversione 1% → 100 ordini
- Se porti il tasso al 2% con gli stessi clic → 200 ordini
Hai raddoppiato i risultati senza aumentare il budget.
Questa è la potenza della CRO.
Dai dati giusti nasce la crescita del tuo business online
I numeri raccontano molto più di quanto sembri, se sai come leggerli. Con il servizio di Web Analytics di KAUKY analizziamo il comportamento degli utenti, le performance delle pagine e l’efficacia delle azioni di marketing per individuare opportunità concrete di miglioramento.
Non ci limitiamo a raccogliere dati, ma li trasformiamo in insight chiari e utilizzabili, utili per ottimizzare conversioni, investimenti e risultati di business.
Scopri come una corretta analisi dei dati può guidare le tue scelte digitali in modo consapevole ed efficace.
Come si calcola il tasso di conversione (con esempi)
La formula base è sempre la stessa:
Tasso di conversione = (Numero di conversioni / Numero di visitatori o interazioni) × 100
E-commerce
- 20.000 visitatori unici al mese
- 400 ordini completati
→ Conversion rate = (400 / 20.000) × 100 = 2%
Lead generation (B2B / servizi)
- 2.000 visite alla landing page di un servizio
- 50 richieste di preventivo
→ Conversion rate = (50 / 2.000) × 100 = 2,5%
SaaS / abbonamenti
- 5.000 visitatori
- 250 iscrizioni alla free trial
→ Conversion rate free trial = (250 / 5.000) × 100 = 5%
Poi puoi (e devi) calcolare anche il tasso di chi passa da trial → piano a pagamento.
Un buon tasso di conversione: esiste una soglia “giusta”?
La risposta onesta è: dipende.
I valori medi cambiano per:
- settore (e-commerce, B2B, SaaS, editoria, servizi)
- tipo di conversione (vendita, lead, iscrizione)
- dispositivo (desktop di solito converte più di mobile)
- qualità del traffico (quanto sei in target)
Indicazioni molto generiche (da prendere come ordini di grandezza, non come obiettivo assoluto):
- e-commerce: spesso tra 1,5% e 3%
- landing B2B ben ottimizzate: anche 5–10% (o più, se molto verticali)
- form di newsletter su contenuti in target: 2–5%
- prova gratuita SaaS: 3–7%
La cosa più utile non è inseguire un “numero perfetto”, ma:
- conoscere il tuo tasso di partenza
- capire dove perdi le persone
- lavorare per farlo crescere in modo continuo.
Conversion Rate Optimization (CRO): come migliorare davvero il tasso di conversione
La CRO è l’insieme di strategie, analisi e test che mirano ad aumentare la percentuale di utenti che compiono l’azione desiderata, usando il traffico che hai già.
Non si tratta di “trucchi”, ma di un processo:
- Analisi dati: cosa fanno oggi gli utenti? Dove abbandonano?
- Ricerca sull’audience: chi sono le persone giuste, cosa vogliono, cosa le blocca?
- Ipotesi di miglioramento: cosa posso cambiare per aiutarle a decidere?
- Test A/B e misurazione: confronto le varianti, tengo solo ciò che funziona
- Ottimizzazione continua: è un ciclo, non un intervento una tantum
Vediamo le leve principali.
Leve pratiche per aumentare il tasso di conversione
1. User experience e struttura del sito
Se un utente si perde, non converte.
Controlla:
- navigazione chiara: menù semplice, gerarchia logica, breadcrumb
- pagine chiave raggiungibili in pochi clic
- percorso verso l’obiettivo (acquisto / contatto) lineare, senza distrazioni inutili
- versione mobile davvero usabile: pulsanti grandi, form compilabili, niente zoom selvaggi
Più è facile “capire cosa fare”, più cresce il tasso di conversione.
2. Velocità di caricamento
Ogni secondo in più di attesa è un pezzo di conversione che se ne va.
Per migliorare:
- ottimizza immagini e media
- riduci script non essenziali
- usa hosting e caching adeguati
- controlla i Core Web Vitals (LCP, CLS, FID)
Sito più veloce = meno abbandoni = più persone che arrivano in fondo al funnel.
3. Copy e proposta di valore
Il copy non è “testo carino”: è ciò che fa dire sì (o no).
Domande chiave per i tuoi testi:
- è chiaro cosa offri e per chi è?
- spieghi benefici concreti, non solo caratteristiche?
- rispondi a obiezioni tipiche (prezzo, fiducia, tempi, supporto)?
- la CTA dice chiaramente cosa succede dopo il clic?
Esempi:
- “Invia” → debole
- “Richiedi il tuo preventivo gratuito” → molto meglio
- “Inizia la prova gratis di 14 giorni, senza carta di credito” → riduce ansia da impegno
4. Call to action (CTA)
Sono il punto in cui tutto il lavoro si misura.
Lavora su:
- posizionamento: CTA ben visibile above the fold e ripetuta in punti strategici
- contrasto visivo: bottone che si distingue dal resto della pagina
- testo orientato al beneficio: non “Clicca qui”, ma “Scarica la guida”, “Prenota una call”
- micro-copy vicino alla CTA per ridurre frizioni (es. “Nessun impegno”, “Disdici quando vuoi”)
5. Fiducia e rassicurazioni
Non si converte se non ci si fida.
Elementi che aumentano il trust:
- recensioni e testimonianze reali
- badge di sicurezza (SSL, circuiti di pagamento noti)
- politiche di reso / cancellazione chiare
- pagina “Chi siamo” concreta, non fuffosa
- contatti ben visibili (telefono, email, social, sede)
6. Form e checkout semplificati
Ogni campo in più è un invito all’abbandono.
Suggerimenti:
- chiedi solo i dati necessari per lo step successivo
- usa etichette chiare e messaggi di errore immediati
- dividi in step brevi i processi più lunghi (es. checkout multi-step)
- offri metodi di pagamento e contatto in linea con il tuo pubblico
7. Test A/B e heatmap: decidere con i dati
Invece di “indovinare”, testa:
- versioni diverse di:
- headline
- CTA
- immagini di prodotto / hero
- layout di landing page
Con i test A/B confronti numericamente quale variante porta più conversioni.
Con heatmap e session recording puoi vedere:
- dove cliccano davvero gli utenti
- fin dove scorrono
- dove si fermano o abbandonano
Dati alla mano, le scelte diventano molto meno soggettive.
Come si intrecciano CRO, SEO e marketing
SEO, Ads, social, email fanno una cosa: portano persone.
La CRO si occupa di ottenere il massimo da quelle persone una volta arrivate.
- una buona SEO ti porta traffico qualificato
- un sito ottimizzato per la conversione:
- migliora segnali di qualità (tempo sul sito, engagement, minori rimbalzi)
- rende più efficiente ogni euro speso in Ads
- aiuta anche il team sales (lead migliori, più caldi)
In pratica:
- senza traffico, non converti
- senza conversioni, il traffico non serve a molto.
“Buon tasso di conversione”: come capire se sei messo bene
Più che fissarti sul numero in astratto, chiediti:
- Sto migliorando nel tempo?
– confronto il tasso attuale con quello di 3–6 mesi fa - Dove perdo più utenti nel funnel?
– analizzo:- carrelli abbandonati
- form non inviati
- pagine con alti click ma poche azioni
- Il traffico è davvero in target?
– se porti le persone “sbagliate”, il tasso di conversione crollerà comunque
L’obiettivo è trasformare il tasso di conversione in una leva di crescita continua, non in un numero da guardare una volta all’anno nel report.
Conclusione: più valore dallo stesso traffico
Il tasso di conversione è molto più di una formula: è la cartina tornasole di quanto il tuo sito, i tuoi contenuti e le tue offerte rispondono davvero alle aspettative delle persone.
Lavorare sulla CRO significa:
- capire meglio il tuo pubblico
- togliere attriti dal percorso
- rendere chiara la tua proposta di valore
- fare scelte basate sui dati, non sulle sensazioni
In altre parole: ottenere più risultati senza per forza “comprare” più traffico.
Approfondimenti
Tasso di conversione: cos’è, come si calcola e come migliorarlo
Dai dati giusti nasce la crescita del tuo business online
I numeri raccontano molto più di quanto sembri, se sai come leggerli. Con il servizio di Web Analytics di KAUKY analizziamo il comportamento degli utenti, le performance delle pagine e l’efficacia delle azioni di marketing per individuare opportunità concrete di miglioramento.
Non ci limitiamo a raccogliere dati, ma li trasformiamo in insight chiari e utilizzabili, utili per ottimizzare conversioni, investimenti e risultati di business.
Scopri come una corretta analisi dei dati può guidare le tue scelte digitali in modo consapevole ed efficace.
