EEAT di Google: la guida pratica (e aggiornata) per trasformare qualità e fiducia in visibilità
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L’EEAT — Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness; in italiano Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità — è il quadro con cui Google valuta quanto un contenuto meriti di essere mostrato. Non è un singolo fattore di ranking, né un punteggio segreto: è un paradigma di qualità che orienta sia i quality raters sia gli algoritmi nel riconoscere risultati utili, pertinenti e affidabili. In questa guida vediamo cos’è davvero, come si è evoluto, perché riguarda tutti (non solo i siti YMYL) e soprattutto come dimostrarlo in modo concreto sul tuo sito.
1) Cos’è l’EEAT (davvero)
EEAT è una bussola per capire se un contenuto:
- nasce da esperienza diretta (Experience);
- è scritto con competenza reale (Expertise);
- proviene da una fonte riconosciuta nel settore (Authoritativeness);
- è accurato, trasparente e sicuro (Trustworthiness).
Google non “aggiunge” EEAT alle pagine: lo deduce dai segnali. Se questi segnali sono forti e coerenti, i contenuti hanno più chance di emergere.
2) Come si è evoluto: da E-A-T a E-E-A-T
- 2014: appaiono per la prima volta Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness nelle linee guida dei quality raters.
- Dicembre 2022: arriva la seconda E di Experience, per valorizzare prova sul campo e prospettive vissute (anche alla luce dell’aumento di contenuti generati con AI).
Risultato: oggi Google distingue meglio tra competenza formale e esperienza personale utile.
3) I quattro pilastri, in pratica
Esperienza (Experience)
Segnala che chi scrive ha vissuto ciò di cui parla.
Esempi pratici: “Nel test di 30 giorni…”, “Durante la prova sul prodotto…”. Foto originali, note di test, casi reali.
Competenza (Expertise)
Dimostra conoscenza approfondita e aggiornata del tema.
Cosa fare: contenuti curati da professionisti, revisione editoriale qualificata, uso di terminologia corretta e fonti solide.
Autorevolezza (Authoritativeness)
È la reputazione di autore e sito riconosciuta all’esterno: citazioni, menzioni, link da fonti affidabili, presenza nelle conversazioni del settore.
Affidabilità (Trustworthiness)
È il cuore dell’EEAT: accuratezza, trasparenza, sicurezza.
Segnali tipici: pagine legali chiare, pagamenti sicuri (HTTPS ovunque), policy e contatti verificabili, correzioni e aggiornamenti puntuali.
Visibilità strategica sui motori di ricerca e sull’AI
Una presenza online efficace nasce da una strategia SEO evoluta, capace di integrare posizionamento organico, GEO e intelligenza artificiale.
KAUKY sviluppa consulenze SEO orientate alla visibilità sui motori di ricerca tradizionali e sui nuovi sistemi di risposta basati su AI, migliorando la rilevanza dei contenuti e la presenza del brand nei contesti locali.
Dall’analisi tecnica alla strategia editoriale, ogni intervento è pensato per intercettare utenti realmente interessati e trasformare la visibilità in opportunità di business concrete e durature.
4) Perché l’EEAT conta per la SEO (e per l’AI di Google)
L’EEAT è centrale nelle ricerche sensibili (YMYL – Your Money or Your Life: salute, finanza, legale…), ma riguarda tutti: Google mira a mostrare contenuti affidabili anche su ricette, viaggi, recensioni, how-to.
Con le AI Overview/AI Mode Google seleziona poche fonti percepite come sicure e competenti. Se il tuo brand non è mappato come entità affidabile (Knowledge Graph, segnali di brand, citazioni), resti fuori.
5) Come dimostrare l’EEAT sul sito: checklist operativa
A. Struttura e fiducia “on-site”
- Chi siamo & Contatti: indirizzo, P.IVA, telefono, email; volti reali e storia dell’azienda.
- Policy visibili: privacy, termini, resi/garanzia, spedizioni.
- Sicurezza: HTTPS su tutto il sito; badge pagamenti e recensioni verificate nelle aree critiche (es. checkout).
- Trasparenza editoriale: autore in chiaro su ogni articolo; pagine autore complete (bio, credenziali, profili).
B. Contenuti che “parlano umano”
- Esperienza: casi d’uso, test prima mano, “imparato sul campo”.
- Competenza: guide approfondite, comparazioni corrette, FAQ specifiche, aggiornamenti periodici.
- Fonti: cita riferimenti autorevoli; inserisci una sezione “Riferimenti” con link contestualizzati.
C. Dati strutturati (Schema.org) per ridurre ambiguità
Organization,Person,Article/NewsArticle,Product,Review/AggregateRating,FAQ,HowTo,LocalBusiness,author,reviewedBy,citations,sameAs.- Usa nesting corretto (es. differenzia brand vs produttore). Aiuta Google a mappare entità e relazioni.
D. Segnali “off-site” che pesano
- Citazioni e branded link in contesti pertinenti (non quantità, ma coerenza).
- Branded search in crescita (nome + categoria/problema): indicano posizionamento mentale.
- Profilo Google Business curato (se locale) e gestione recensioni.
- Digital PR e collaborazioni editoriali tematiche.
6) YMYL*: quando l’asticella si alza
Su salute, finanza, legale & co. servono standard elevati: autori qualificati, revisione esperta, fonti primarie, aggiornamenti regolari, disclaimer chiari. Un contenuto impreciso qui può fare danni: Google pretende massima affidabilità.
*Oggi diventa sempre più complicato capire se un contenuto sia soltanto ben scritto oppure davvero affidabile — sia per noi lettori che per Google. Quando si parla di salute, denaro o decisioni personali importanti, questa differenza può avere conseguenze concrete, anche al di fuori dello schermo.
Proprio per questo Google ha introdotto il concetto di YMYL (Your Money or Your Life): una categoria che identifica quei contenuti e quelle pagine web che affrontano temi sensibili e potenzialmente “rischiosi”, proprio perché le informazioni fornite possono influenzare in modo significativo le scelte di chi le legge.
7) Miti da sfatare (rapidi)
- EEAT non è un algoritmo né un punteggio.
- Non è un “trucco” SEO: non sostituisce technical SEO, architettura, performance.
- Bio autore ≠ ranking di per sé: serve a chiarire chi parla, dentro un contesto coerente.
- Non vale solo per YMYL: incide su tutta la Ricerca e, sempre più, sulle risposte AI.
- Non è immediato: reputazione e fiducia si costruiscono nel tempo.
8) Piano d’azione in 8 mosse (priorità consigliata)
- Mappa fiducia: audit di Chi siamo/Contatti/Policy/HTTPS/checkout.
- Autorialità: attribuisci ogni contenuto; crea bio complete con credenziali e
Personmarkup. - Aggiorna i contenuti sensibili; aggiungi fonti e sezioni “Riferimenti”.
- Implementa Schema (Organization/Person/Article/Product/FAQ/HowTo,
reviewedBy,sameAs). - Editoriale: pubblica guide e comparazioni topic-by-topic; integra esperienza vissuta.
- Off-site: avvia Digital PR mirate; punta a branded link pertinenti.
- Branded search: attiva iniziative che fanno cercare il nome (collab, format social, contenuti firmati).
- Monitora: trend di query brand, citazioni/menzioni, qualità backlink, recensioni, engagement.
9) Errori da evitare
- Anomia del brand (sito “muto”, senza identità e volti).
- UGC (User Generated Content) non moderato (commenti/spam che minano la fiducia).
- Link building meccanica e fuori contesto.
- Schede prodotto clone senza valore informativo proprio.
- Date e aggiornamenti assenti su contenuti informativi.
L’EEAT non è una formula magica: è la sintesi di ciò che rende un contenuto meritevole. Se dimostri esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità — dentro e fuori dal sito, con segnali chiari e coerenti — Google può fidarsi. E quando Google si fida, ti fa vedere: nelle SERP tradizionali, nelle aree informative e sempre più nelle risposte AI.
Lavora per diventare una fonte prima che un risultato. La visibilità seguirà.
Approfondimenti
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